Il gestionale che conosci. In qualsiasi browser.
Lo stesso MyShop che da trent'anni sta dietro il banco — cassa, magazzino, documenti, fidelity, e-commerce — che gira sui nostri server e si apre da un browser: in negozio, a casa, dal tablet sul bancone. Niente da installare, niente da aggiornare, niente da salvare la sera. E la cassa batte scontrini veri sul registratore telematico del negozio.
Perché un cloud
MyShop Cloud non è un programma nuovo che imita quello vecchio: è lo stesso motore. Le classi che calcolano le giacenze, scrivono i documenti e sincronizzano l'e-commerce sono le stesse del desktop, portate pari pari dentro una libreria condivisa — e collaudate una contro l'altra: le stesse 690 giacenze calcolate dai due programmi, identiche al centesimo.
Anche il database è lo stesso: 232 tabelle, le stesse colonne, gli stessi nomi. Per questo un negozio MyShop si porta nel cloud con il suo backup e ritrova tutto — articoli, clienti, fidelity, documenti, storico — e chi viene dal desktop riconosce ogni pagina: la Cassa è la sua cassa, la scheda articolo è la sua scheda, la plancia è la sua plancia.
Non sono alternative in guerra: sono due vestiti dello stesso corpo. Chi ha tre punti vendita e un magazzino centrale, chi vuole guardare le vendite dal divano, chi apre un negozio nuovo e non vuole un server in retrobottega: per loro c'è il cloud. Gli altri continuano col desktop, e i due si capiscono perché parlano la stessa lingua.
Il design
I gestionali «web» somigliano quasi tutti a un sito: menù a tendina, pagine che scorrono, pulsanti
che cambiano posto. MyShop Cloud no: è una plancia a tessere come MyShop 8, e ogni pagina ricalca
la finestra da cui viene — la Cassa ha i suoi conti sospesi, le sue categorie, il suo tastierino con la
grammatica di sempre (0,1 è il prezzo, 3x
la quantità); la scheda articolo ha le sue tessere; le stampe si aprono nella stessa scheda e si torna indietro
con «← Torna». L'orologio analogico in alto a destra è quello di MyShop 8. Le icone
sono le stesse, disegnate in casa. Chi arriva dal desktop non deve imparare niente.




Anche dal telefono. Le stesse pagine, senza una «app»: il browser del cellulare basta per guardare come sta andando la giornata, le statistiche o le categorie mentre si è fuori. Tre di queste quattro le ha scattate Nanni dal suo, il 20 agosto.




Il nodo che tutti i cloud evitano
Un gestionale nel cloud ha un problema che quelli installati non hanno: il programma gira su un server lontano, ma il registratore telematico sta nel negozio, attaccato alla rete locale. Chi li fa parlare? Il browser, che è l'unico a stare in tutt'e due le stanze. Il server prepara lo scontrino, il browser lo consegna alla Epson sulla rete del negozio, la risposta — numero, chiusura, esito — torna al server che la scrive sul documento. Nessun programmino da installare, nessun driver: una pagina web e una stampante in rete.
Prepara lo scontrino: righe, reparti IVA, sconti, pagamenti, codice fiscale o lotteria.
Lo consegna al registratore sulla rete del negozio e riporta la risposta.
Stampa il documento commerciale, lo trasmette all'Agenzia delle Entrate, risponde.
DOCUMENTO N. 0015-0001 e il cloud ha risposto «Scontrino
0015-0001 stampato sul registratore e incassato». Alle 11:36 il primo annullo, sempre dal browser:
0015-0002. Non una simulazione: documenti commerciali veri, trasmessi.



Lo straordinario di casa, anche qui
Il motore del sincronismo di MyShop — quello che da anni tiene allineati negozio e sito — gira dentro il cloud, ogni trenta secondi, per ogni negozio che lo accende. Cambi un prezzo, aggiungi un prodotto, correggi una foto: la modifica si mette in fila e il motore la porta sul sito; l'ordine web scende come documento, la spedizione risale al sito. Dalla pagina Sincronismo si vede tutto: la coda, l'ultimo giro, il caricamento iniziale di tutto il catalogo, i «rimetti in coda» per quando il sito è rimasto indietro. La vetrina di prova è in onda: shopcloud.myshopweb.it è servita proprio dal cloud.

Cosa c'è dentro
Trentotto tessere in plancia. Non «la versione leggera»: il portato del desktop, pagina per pagina, e in qualche punto un passo più avanti — le migliorie nate nel cloud tornano poi sul desktop.
Tutti i tipi documento e le causali del desktop; fattura elettronica rifatta sullo schema 1.2.3 con la validazione che dice dove si corregge; fatture ricevute anche dalle buste firmate .p7m.
ProntaGiacenze calcolate dalla stessa classe del desktop, movimenti per articolo, bilanciamento tra depositi con i pesi del desktop e i documenti di trasferimento pronti, riordino.
ProntaKit e composti multilivello con fabbisogno, fattibilità e produzione in un clic; seriali, lotti e uscite col barcode esteso che la cassa riconosce da sola. Nate nel cloud, riportate sul desktop.
Un passo avantiSell-in e sell-out, diario vendite, migliori e peggiori, statistica articolo con più periodi o più negozi sullo stesso grafico; la dashboard del titolare con i confronti e il semaforo per negozio.
ProntaIl mese a griglia con la mappa termica delle vendite, le offerte, le fidelity in scadenza, le scadenze da incassare e pagare — strati che si accendono insieme, non viste separate.
Un passo avantiAnagrafiche con prima nota, scadenzario, lavorazioni e sospesi del soggetto; punti, premi, gift card e buoni spesa che in cassa si leggono col barcode e si consumano come di là.
ProntaBarcode generati dal server come grafica vettoriale: niente font da installare. Formati salvati nel database, foglio singolo e liste, dalla scheda articolo e dai documenti.
ProntaProdotti, clienti, fornitori e documenti da un foglio .xlsx: mappatura proposta dai titoli, prova a vuoto prima di scrivere, e l'importazione vera sullo stesso codice.
ProntaAzienda, negozi e depositi, tipi documento e causali, tabelle di base, configurazioni, registro attività, verifiche dell'archivio. Gli stessi permessi per ruolo del desktop.
Pronta





Per chi vuole sapere com'è fatto
Le scelte tecniche sono poche e precise, e sono tutte scritte — il progetto ha un diario pubblico dal primo giorno. Le principali:
MyShop.Core e compilano
per tutt'e due i mondi (net472 e net8.0): una correzione vale per entrambi, e il collaudo
del «gemello» lo prova sui numeri./salute che dice come sta.Diario di bordo · agosto 2026
Come MyShop 8, il cloud è stato costruito in coppia: un artigiano del software con trent'anni di negozi nelle mani e un'intelligenza artificiale (Claude, di Anthropic) come compagno di bottega. Il diario sta nel progetto, una voce per ogni pagina finita; qualche tappa, perché il come racconta il prodotto.
Prima di scrivere una sola pagina: la classe delle giacenze del desktop compilata per il nuovo runtime e fatta girare sullo stesso archivio dai due mondi — 690 giacenze, due file di confronto identici. Se il motore non fosse stato portabile pari pari, il cloud non sarebbe nato. Lo stesso giorno, la prima pagina Prodotti e la prima accensione sul server.
Il multi-negozio deciso in un pomeriggio: un database di regia, un database per cliente, le postazioni contate sui circuiti vivi. La licenza è una riga, non una chiave da consegnare.
Le ultime finestre portate, alcune con un passo in più rispetto al desktop; e il motore del sincronismo e-commerce che comincia a girare dentro il cloud, ogni trenta secondi.
La pubblicazione, fatta da casa in un pomeriggio; la password del negozio al primo passo; la sera, la decisione sui concessionari. Nel diario: «il cloud è sul VPS».
Alle 9:58 il display della Epson si è acceso da solo con la scritta «MYSHOP CLOUD» e la data: il cloud aveva toccato per la prima volta un ferro del negozio. Alle 11:16 il primo scontrino vero, 0015-0001; alle 11:36 il primo annullo. «Questo evento ha chiuso il circuito tecnologico indispensabile per fare di MyShop Cloud un prodotto».
In cifre